A tutti gli appassionati di auto d’epoca
dic.2004
Sottoponiamo alla Vostra cortese attenzione il testo del disegno di legge su iniziativa del Senatore di Alleanza Nazionale Magnalbò dal titolo”Disposizioni concernenti i veicoli di interesse storico”.
Questo disegno di legge
gode di molti consensi trasversali da Alleanza Nazionale ai DS e rischia di
provocare un autentico terremoto nel mondo dell’auto d’epoca..
Leggiamolo insieme.
Dopo introduzione il legislatore propone
di apportare alcune modifiche al codice
della strada dettate da considerazioni di carattere generale contenute nei punti
a), b), c), d).
Le puntualizzazioni ci
trovano d’accordo.
La tutela delle autovetture
d’epoca dopo queste considerazioni dovrebbe pertanto essere la più ampia
possibile.
Invece no!
Innanzitutto viene
spodestata l’ASI dal suo ruolo di onnipotenza nell’ambito
dell’automobilismo storico (molti gioiranno) per delegare a membri del
Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dei Trasporti, dell’ASI stessa,
dell’ AAVS e della FIVA, il compito di dettare norme in materia. Potranno
decidere in maniera univoca e coerente enti diversi fra di loro e
impreparati in materia?
Inoltre i rappresentati
delegati dai due ministeri per la loro scarsa competenza in fatto di auto
storiche proiettano più ombre che
luci.
Si propone poi di portare
la cadenza delle revisioni a 4 anni ed attivare l’esenzione dalle analisi dei
gas di scarico, ci sarebbe quasi da gioire se nelle righe seguenti non si
concretasse la pietra dello scandalo.
Nei centri storici verranno
infatti ammesse a circolare autovetture fino a 1000 cc. la cui costruzione
superi i 25 anni, oppure fino a 1300 cc, per quelle classificate autostoriche.
E
LE ALTRE?
Ci preme rilevare che
questa disposizione contraddice se stessa ai punti b) e c), infatti la proposta
di legge tende a salvaguardare vetture usate quotidianamente per lavoro, il
chilometraggio è pertanto elevato e la manutenzione è tutt’altro che
accurata e minuziosa.
A prescindere da ciò il
disegno di legge non cita assolutamente le vetture storiche dai 1301 cc. in su,
il legislatore davanti a queste perplessità ha ribadito che questi privilegi
per le piccole cilindrate riguardano esclusivamente le aree dei centro storici,
vale a dire che al di fuori di queste aree le altre vetture potranno circolare
tranquillamente.
Ci auguriamo che sia così
ma abbiamo parecchie perplessità, la più pressante è che i comuni allarghino
la superficie denominata centro storico all’area circoscritta dalle
tangenziali delle città, se così fosse le
auto superiori di 1300 cc. di cilindrata non potranno più circolare nemmeno per
andare in officina per l’ordinaria manutenzione, per loro suona la campana a
morto. E’ la legge che lo vuole.
In occasione delle Fiera di
Auto e Moto d’epoca tenutasi a Padova il 19-20-21 novembre u.s. il Sen.
Magnalbò e il Sen. Salvi (confirmatario del ddl) hanno espresso la possibilità
di prendere in considerazione l’
eliminazione del limite di cilindrata.
Riteniamo che questa
condizione sia fondamentale per il futuro delle auto d’epoca.
Sottolineiamo che alcune
Regioni stanno giocando già d’anticipo con tale divieto.