Quale titolo meglio si addice al nostro ultimo raduno se non quello del celebre film con i grandi Sordi e Verdone protagonisti? E' quanto, infatti
e' successo per la prima volta durante il giro compiuto nel pomeriggio assolato
del primo sabato di giugno: una quarantina di spider capitanate nientemeno
che da Tom Tjaarda, il loro designer, hanno compiuto il percorso tra Villafranca
e Castiglione delle Stiviere, con tappa a Solferino per una doverosa pausa
di ristoro.
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Punto di ritrovo era il museo Nicolis, collezione privata d’auto, moto,
biciclette, strumenti musicali, e tanto altro, trasformata con
gran passione dallo stesso collezionista in uno straordinario museo. Nessuna mummia, ma
tanti veicoli, ora impeccabilmente
restaurati, ora conservati, tutti perfettamente efficienti. Poi ordine, organizzazione, cortesia, preparazione, entusiasmo,
appassionano il visitatore. La nostra guida, Sara, che ha assorbito la passione
trasmessa dal sig. Nicolis, ha presentato uno ad uno i pezzi più significativi
del museo, a partire dal motore a scoppio "Pia", primo realizzato da Enrico
Bernardi per la macchina per cucire di sua figlia nel 1882, fino alla Lancia
Astura avente carrozzeria aerodinamica ispirata a studi di Leonardo da Vinci,
con la quale Villoresi avrebbe dovuto correre la Mille Miglia del 1938, se non fosse
stata danneggiata da un incidente durante le prove.
Dopo il briefing nella sala conferenze dello stesso museo, durante il
quale il papà della 124 spider si e' messo a disposizione dei presenti per rispondere a domande e dare spiegazioni sulla nascita del progetto,
lo stesso Tom Tjaarda, mischiato tra noi, ha seguito con interesse la visita al museo, prima di salire sulla vettura di testa del gruppo nel percorso
collinare snodato tra borghi antichi che ci ha portato verso l'albergo.
Un tuffo nel passato non solo automobilistico e architettonico, ma anche storico, perché siamo passati sui luoghi teatro d'importanti battaglie
della seconda guerra d'indipendenza.
Quale riconoscimento dovremmo noi attribuire a colui che, con la sua opera
di quarant'anni fa, ci ha dato l'opportunità' d'incontrarci, di far nascere
amicizie, condivisione, divertimenti? Se la 124 avesse un diverso aspetto,
l'avremmo ugualmente comprata? Avremmo gustato il viaggio con i cinque sensi?
Perché noi il viaggio lo assaporiamo attraverso le immagini, attraverso
i suoni di ciò che ci circonda, dal rombo del motore al fruscio del vento,
dal canto degli uccelli alle urla dei bambini, attraverso il tatto, con il calore del sole ed il fresco dell'ombra, con il vento che ci scompiglia
i capelli, s’infila nelle maniche e ci accarezza la pelle, facendoci percepire
le minime variazioni di temperatura e d’umidità dell'aria, attraverso l'odorato, con il profumo dei fiori, l'odore dell'erba tagliata, l'aroma
del pane fresco davanti alle panetterie, attraverso il sapore talvolta della
polvere, ma soprattutto dei cibi tipici che ci fermiamo a gustare nei nostri
percorsi aperti al mondo, al variabile, al nuovo, istante per istante.
Se non ci fossimo innamorati della 124 spider, avremmo mai provato queste emozioni?
Qualche giorno fa, durante un occasionale tragitto in metropolitana, mi
sono reso conto che stavo viaggiando in modo completamente opposto alla spider: il mondo sparisce non appena entro in stazione, poi il buio...,
finché non esco in un altro luogo; la durata del viaggio e' un tempo senza
spazio.
Fieri, dunque, di far provare le stesse emozioni nostre a chi ci ha creato
lo strumento per viverle.
Grati per quello che inconsapevolmente quarant'anni fa Tom Tjaarda ha fatto
per noi.
Affascinati dalla sua personalità umile e cordiale, semplice e disponibile,
che infonde il piacere della compagnia.
Sapore motoristico abbiamo trovato anche al ristorante dell'albergo Belvedere:
quadri e foto di Ferrari, Ducati vera esposta nella sala, albergatore appassionatissimo.
Peccato che il giorno successivo il nostro Designer (la "D" e' volutamente
maiuscola) fosse impegnato in una gara di aeromodelli, suo grande hobby, e non abbia potuto stare con noi per la visita alla torre di S. Martino
della Battaglia, eretta verso la fine dell'ottocento a celebrazione di Vittorio
Emanuele II primo re d'Italia, dalla quale si gode anche di un ottimo panorama
sul lago di Garda, e poi nella tappa all'azienda vinicola Dondini, dove, durante un piccolo rinfresco, abbiamo degustato (e fatto anche scorta) di
ottimo vino, prima di dirigerci a Cavriana dove abbiamo pranzato al ristorante
Antico Borgo.
Due giornate trascorse nella nostra classica atmosfera amichevole e cordiale, con un ospite d'eccezione, ma anche con una vettura d'eccezione,
l'aggressiva 124 Abarth vincitrice del rally del Portogallo nel 1975, appartenente
al nostro amico e socio Alessandro Pennati Belluschi.
Un motore a 16 valvole il cui ruggito faceva correre i brividi lungo la schiena e venire la pelle
d'oca.
Un altro weekend indimenticabile.
Paolo Zanone
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