X Memorial Menabue
Sulle due sponde del grande fiume
Il X Memorial Fausto Menabue, raduno per vetture aperte organizzato dal
Registro Fiat 124 Sport Spider e patrocinato dal Barchetta Club Italia,
ha avuto per teatro, lo scorso 22 giugno, le rive del Po tra le province
di Mantova e Reggio.
Due rive, due epoche, due club protagonisti: pur con la presenza di Alfa
Romeo, Lotus, Porche, Mercedes, Volkswagen e Lancia, la maggioranza
delle vetture partecipanti era infatti composta da Fiat Barchetta e 124
Spider.
Prima riva quella Mantovana, prima epoca il ‘500: luogo d’appuntamento
era la Piazza d’Armi di Sabbioneta, perla del rinascimento italiano,
ideata e fatta costruire da Vespasiano Gonzaga Colonna, avvalendosi
della collaborazione dei più grandi architetti dell’epoca. Lì si sono
incontrate le oltre cinquanta vetture iscritte.
Dopo la visita guidata alla città, dichiarata di recente “patrimonio
dell’umanità” dall’UNESCO, è iniziato il percorso turistico delle
vetture lungo tranquille strade ora circondate da campagna verdeggiante
e fiorita, ora affiancate da placidi canali, ora flessuosamente sdraiate
sopra l’argine del grande fiume che divide e unisce la terra lombarda
alla terra emiliana. Fascino agreste e fascino delle vie d’acqua, con i
giochi di luce, con il cielo che si riflette aprendo spazi infiniti
verso il basso ed con una colonna multicolore di “barchette” che si
specchia capovolta su una via impraticabile alle ruote.
L’acqua, così come la passione di Fausto, mescola, unisce, confonde le
linee ed i colori di due generazioni di vetture: la 124 Spider, simbolo
degli anni ‘60, e la Barchetta, simbolo degli anni ’90. Profumo d’erba e
di fiori, curve dolci, borghi rilassati nella quiete domenicale delle
località non assaltate dal turismo di massa, saluti della gente che
sorride al variopinto corteo, ma il cielo diventa via via più velato da
nubi che aumentano di spessore. L’estate non è ancora cominciata ma la
pioggia dà una mattina di tregua, perfetta per raggiungere l’altra riva
del Po, quella di Reggio, l’altra epoca, il ‘900: le vetture terminano
il giro a Brescello, comune noto perché set cinematografico della famosa
serie di film di Peppone e don Camillo, divenuto per questo meta
turistica. Dopo essere sfilate per il centro, lì le vetture vengono
parcheggiate e gli equipaggi possono visitare il museo, nel quale si
conservano molti degli oggetti e dei veicoli usati durante le riprese
insieme ad un gran numero di foto, e la chiesa, dove viene ancora
conservato il crocifisso con cui don Camillo parlava.
Quando si giunge al ristorante ormai le vetture si possono specchiare
anche sull’asfalto bagnato, ma sono ferme e i tetti sono già chiusi da
un po’.
È il momento conviviale, al ristorante, in cui si stringono amicizie e
si commentano le sensazioni e le emozioni vissute nella giornata; si
riceve un orologio da viaggio ricordo della partecipazione ci si rivolge
un arrivederci alla prossima edizione.
Poi i colori e le linee, insieme alle epoche, tornano a dividersi.
Paolo Zanone
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